Mercoledì 1 marzo si è svolta una giornata di studi su Caravaggio dal titolo "Sine ira et studio per la cronologia del giovane Caravaggio", promossa dal Dottorato di ricerca in Storia dell’arte e con la collaborazione scientifica del Dipartimento di Studi umanistici dell’Università di Roma Tre e della Bibliotheca Hertziana – Max Planck Institut für Kunstgeschichte.
L'incontro è nato dalla volontà di riaprire il dibattito in sede scientifica per comprendere a pieno la personalità e la pittura del grande artista. Per questo si è proposto di affrontare la cronologia del giovane Merisi "sine ira et studio" ("senza animosità o parzialità" Tacito, Annales 1, 1, 3), nel modo più obiettivo possibile. Le sessioni si sono focalizzate sull'analisi di un gruppo di opere che Caravaggio dipinse tra l’estate del 1592 (ultima traccia della sua presenza in Lombardia) e l’esordio pubblico in San Luigi dei Francesi, nell’estate del 1600. Questi quadri, pur mostrando una sicura evoluzione stilistica, pongono non pochi interrogativi circa la loro esatta successione e collocazione cronologica. Prive di elementi documentari certi sono, per esempio, sia le primissime prove note (Ragazzo con canestra di frutta, Bacchino malato, Ragazzo morso da un ramarro), eseguite dal Merisi "per vendere" all’indomani del suo trasferimento nell’Urbe, sia le prime committenze private (ad esempio il Riposo durante la fuga in Egitto o la Buona ventura).
Tali riflessioni sono state offerte al dibattito che ha concluso  ciascuna delle quattro sezioni, aperto anche al pubblico, al termine del quale si è potuto ricomporre il puzzle degli intricati, vivacissimi e fervidi anni in cui Caravaggio divenne veramente se stesso.