Martedì 30 giugno, alle ore 9.00 nell'Aula Magna della Facoltà di Architettura, si tiene il seminario Rhythms and arrhythmias of urban transformation.

Le trasformazioni del paesaggio urbano si manifestano come coesistenze e disequilibri di diverse temporalità, in cui alternanze tra demolizioni, cantieri, usi temporanei di luoghi abbandonati e occupazioni si intrecciano con processi di progressiva privatizzazione dello spazio.
A partire dal corto documentario Surviving a demolition di Django Burdeau e Pauline Blanchet, sulle fasi di demolizione dell’area di La Courneuve-Cité des 4000 (Saint-Denis, Parigi), il seminario indaga come le temporalità urbane possano essere osservate, rappresentate e adoperate. Il film diventa una traccia, ma anche uno strumento: permette di cogliere sproporzioni, ritardi e frizioni che spesso sfuggono agli strumenti tradizionali della pianificazione.
A questa prospettiva si affianca l'esperienza romana del Maam - Museo dell'altro e dell'altrove - e delle pratiche promosse dal Movimento per il diritto all'abitare, che hanno rivendicato spazi urbani come luoghi di abitazione e attività culturali, producendo  temporalità alternative a quelle della pianificazione e del mercato immobiliare, e nuove forme di permanenza, conflitto e negoziazione.

Tentando di rivendicare una lettura ritmanalitica del paesaggio urbano, ispirata a Henri Lefebvre, il seminario distingue i ritmi fisici della trasformazione (demolizioni, cantieri), i ritmi economici e di pianificazione (legati ai cicli di investimento) e i ritmi d'uso dello spazio (pratiche temporanee, occupazioni). Attraverso il confronto tra il caso francese e quello romano, emergono le criticità dell'esercizio della temporaneità come strumento di governance urbana e le potenzialità di pratiche che producono temporalità alternative.

Da qui, una domanda che guiderà la discussione: come si producono e si intrecciano i tempi del cambiamento urbano, e in che modo possono essere osservati e mobilitati nel progetto urbano?