Giovedì 30 gennaio 2020 alle 15.30, presso l'Edificio di Giurisprudenza, si terrà il convegno "La Sapienza chiede scusa. Leggi razziali, la scuola e l'accademia". L'evento, promosso dalla Facoltà di Giurisprudenza, ha ricevuto il patrocinio della Presidenza del Consiglio dei Ministri e dell'Unione delle Comunità ebraiche italiane. 
Nel corso dell'incontro saranno ricordati gli studenti e i docenti dell'Ateneo che furono estromessi dall'apprendimento e dall'insegnamento in applicazione delle leggi razziali del '38. Un'occasione per riflettere su un passato buio della nostra storia a particolare beneficio delle generazioni più giovani. Il convegno vuole però anche rivolgere uno sguardo alle ferite ancora aperte che quegli eventi hanno causato e ai germi di antisemitismo tutt'oggi presenti nella società. Il convegno si propone come atto di inizio di un rinnovato impegno degli studiosi del diritto contro l'antisemitismo, nella convinzione che il ruolo dei giuristi non possa limitarsi a un'attività di asettica ricostruzione sistematica del dato normativo, ma debba farsi carico anche degli effetti che le leggi producono, nel rispetto dei valori costituzionali.
I lavori saranno aperti dal rettore Eugenio Gaudio, dal preside della Facoltà Oliviero Diliberto e dal direttore del Dipartimento di Scienze giuridiche Luisa Avitabile; sarà letto un messaggio di saluto inviato dalla senatrice Liliana Segre. Interverranno: Guido Alpa, Vincenzo Cerulli Irelli, Claudio Contessa, Andrea Di Porto, Noemi Di Segni, Giorgio Fabre, Emanuele Fiano, Angelo Lalli, Lea Polgar, Paolo Ridola. Nell’occasione sarà presentato il volume di Vincenza Iossa e Manuele Gianfrancesco dal titolo “Vietato studiare, vietato insegnare. Il ministero dell’educazione nazionale e l’attuazione delle norme antiebraiche: 1938 –1943”, Palombi Editore 2019. Saranno presenti gli autori.