Dal 27 giugno al 31 luglio 2025, presso il Museo Orto botanico di Roma, in collaborazione con il Polo Museale Sapienza e Ipassi Studio Arti Visive, si terrà la mostra dal titolo Il battito evocato dell'artista Francesco Bartoli, progetto vincitore del bando per la selezione di progetti di Arte contemporanea indetto dal Museo Orto botanico di Roma.
L’esposizione presenta il risultato di un progetto site-specific che Bartoli ha condotto nel corso degli ultimi 6 mesi presso un luogo da lui scelto all’interno dell’Orto. Con il patrocinio di WWF Italiacome partner Casale del Giglio, Piano Terra e con il partner tecnico Pierluigi Ferro Cornici.

Cosa rimane della linfa vitale di un albero secolare abbattuto? Come ci rapportiamo a qualcosa che finisce? Il battito evocato è una ricerca ampia e profonda che l’artista ha portato avanti dall’inizio di quest’anno, instaurando una relazione dialogica e di ascolto con il gigantesco tronco del platano orientale, che giace nell’Orto Botanico di Roma, abbattuto da una tempesta nel 2011. I lavoro è un percorso site-specific di carta, torba e carbone che unisce frottage, scultura, pittura, suono e video-performance, dando vita a un’opera sincera e diretta, che riflette sulla fase discendente di una specie vegetale e che dimostra come l’artista abbia creato un legame con l’albero.
Oltre alla mostra, il progetto presenta anche un public program e interventi collaterali, tra cui una  presentazione satellite del progetto prevista martedì 17 giugno all’interno della programmazione della project window di Piano Terra - nuovissimo spazio dedicato all’arte nel cuore del Villaggio Olimpico di Roma  - e un successivo workshop autunnale nella stessa sede, a cura di Marta Blanchietti e Francesco Bartoli.

Francesco Bartoli si diploma presso l’Accademia di Belle arti di Brera a Milano, dove segue i corsi dell’artista Luciano Fabro. Nella sua ricerca artistica fonde il disegno con altre discipline artistiche come il frottage (stampa diretta su carta), il video, l’animazione e la performance. Nel corso dei 15 anni trascorsi all’estero, sviluppa molti progetti interdisciplinari, tra cui vale la pena menzionare le mostre personali al Museo nazionale di Scultura di Valladolid (Spagna) e il Museo d’Arte romana di Mérida (Spagna) con l’istallazione - film in16mm. a colori Una forma in comune e la partecipazione al progetto della 54. Biennale di Venezia Padiglione Italia nel mondo con la sua mostra personale El Escondite all’Istituto italiano di cultura di Madrid (Spagna). I suoi lavori sono stati esposti in diversi musei e istituzioni internazionali e, tra i riconoscimenti ricevuti, vale la pena ricordare il premio Aiuti all’arte contemporanea (2010) del Ministero della Cultura spagnolo, Italian council X e PAC2021 del Ministero della Cultura italiano e le selezioni ai festival internazionali di documentari e fotografia PhotoEspaña 2010 e Documenta Madrid 2011. Regista e produttore del progetto In search for nothing (2016), docufilm con migranti minori non accompagnati presentato in numerose istituzioni italiane tra cui Farm cultural park e Museo Macro di Roma. Tra i suoi ultimi progetti e mostre internazionali, le mostre personali Scolpire la memoria alla Dìnamo Gallery di Esap Porto (2021) e Ecos: la fuerza de los fragmentos al Museo Eac - Espacio de arte contemporáneo di Montevideo (2024), in collaborazione con Ministero della Cultura uruguaiano e IIC di Montevideo. Ultima mostra personale in Italia al mudaC - Museo delle Arti Carrara con il film e progetto espositivo vincitore del PAC2021 Scolpire il vento (2023) a cura di Laura Barreca.