Corpi in scena, voci in dialogo: il teatro transmigrante come spazio di empowerment sociolinguistico femminile è il seminario il cui terzo incontro si terrà il 26 marzo 2026 alle ore 10.00, nel Laboratorio informatico Giuseppe Burgio, al quarto piano del Dipartimento di Metodi e modelli per l’economia, il territorio e la finanza, in via del Castro Laurenziano 9. Il seminario – la cui proposta nasce all’interno della cattedra di lingua spagnola – intende rendere visibili alcune esperienze virtuose di donne migranti, in particolare originarie di paesi ispanoamericani e residenti in Europa, che attraverso il teatro hanno migliorato le proprie condizioni di precarietà economica e sociale. Nel corso dei sei incontri previsti, si rifletterà su come queste esperienze di autogestione collettiva contribuiscano alla costruzione di forme alternative di cittadinanza e di militanza artistica, sottolineando il potenziale trasformativo del teatro come pratica comunitaria e politica.

Protagonista di questo appuntamento sarà Amaranta Osorio, autrice, attrice e manager culturale di origini messicane e spagnole, attiva tra Messico, Colombia e Spagna. Considerata una delle drammaturghe latinoamericane più rappresentate in Europa, vanta 38 produzioni internazionali e oltre venti opere pubblicate e tradotte in diverse lingue. Tra i suoi ultimi lavori si segnala anche l’adattamento della novela El invencible verano de Liliana di Cristina Rivera Garza, andato in scena il 25 novembre 2025 presso il Centro Cultural Conde Duque di Madrid, nell’ambito del Festival de Otoño. La sua produzione artistica, riconosciuta con importanti premi tra cui il Calderón de Literatura Dramática e il Jesús Domínguez, si distingue per un forte impegno sociale e per l’attenzione alle storie e alle esperienze delle donne.

Con l’intervento intitolato Trilogía del recuerdo e Mapa, entre archivo y cuerpo: la memoria de las mujeres migrantes en el teatro, Amaranta ci presenterà quattro opere che intrecciano memoria, migrazione di andata e ritorno tra Europa e America Latina, e sorellanza femminile. La Trilogía del recuerdo, composta da tre testi, esplora le molteplici forme della memoria della violenza: quella silenziata, quella inscritta nei corpi, quella storica e ancestrale, fino a includere la violenza esercitata sugli animali e sulla natura. In Regresar es irse si affronta il tema dell’esilio repubblicano in Messico, mentre Sobre tus alas si configura come un’intima autofiction sul lutto. Akuakuaue, invece, richiama l’attenzione sulla drammatica condizione della vaquita marina, specie a rischio di estinzione. In Mapa, quattro donne e un uomo, provenienti da Paesi diversi, sono costretti a fuggire dalla guerra e intraprendono un viaggio segnato da violenze e perdite, trovando rifugio nei propri ricordi. Parallelamente, dall’altra parte del mare, una donna europea si dedica a tracciare le mappe dei percorsi migratori, nel tentativo di restituire a queste storie un posto nella memoria collettiva.

Un incontro che si preannuncia intenso e coinvolgente, capace di aprire uno spazio di ascolto e dialogo sulle narrazioni della migrazione femminile, con particolare attenzione alla dimensione linguistica: il modo in cui le lingue si trasformano, si contaminano e diventano strumenti di espressione, resistenza e negoziazione identitaria. In questo contesto, il teatro emerge come luogo privilegiato in cui la parola si fa corpo, dando voce a esperienze plurali e mettendo in relazione idiomi, memorie e appartenenze culturali che oltrepassano i confini geografici.