Rafforzare la libertà della ricerca attraverso una sempre maggiore consapevolezza della responsabilità che accompagna la produzione e la diffusione della conoscenza. È con questo obiettivo che nasce la Rete per l’etica della ricerca (Rer), alla quale hanno aderito 43 Università italiane e il Consiglio nazionale delle ricerche.
Mercoledì 23 e giovedì 24 settembre, presso il Palazzo del Rettorato di Sapienza, si terrà il primo incontro nazionale della Rete, con la partecipazione di rappresentanti degli Atenei e degli Enti aderenti, delle istituzioni nazionali ed europee e di esperti del settore.

La nascita della Rete assume un significato particolare nell’attuale scenario nazionale e internazionale. Le trasformazioni della scienza e della tecnologia, insieme alla crescente complessità delle collaborazioni internazionali, pongono infatti le Università di fronte a nuove responsabilità. Intelligenza artificiale e big data, integrità e affidabilità della produzione scientifica, research misconduct, sperimentazione animale, dual-use e sicurezza della ricerca sono alcune delle sfide sulle quali diventa sempre più importante sviluppare competenze, condividere buone pratiche e costruire una cultura comune. 
Al centro vi è una convinzione: libertà e responsabilità della ricerca sono inseparabili. Tutelare la libertà della scienza significa anche creare le condizioni perché la ricerca sia rigorosa, integra e sicura, consapevole delle conseguenze dell’innovazione e capace di mantenere la fiducia della società. 

Il primo incontro nazionale rappresenta dunque un punto di partenza. La Rer intende diventare una comunità stabile di confronto tra Università ed Enti di ricerca, aperta al dialogo con le istituzioni e con la società, per accompagnare il sistema italiano della ricerca nelle sfide del futuro e contribuire a una scienza sempre più libera proprio perché responsabile.