Martedì 23 giugno alle ore 10.00, nel Laboratorio informatico Giuseppe Burgio, al quarto piano del Dipartimento di Metodi e modelli per l’economia, il territorio e la finanza, in via del Castro Laurenziano 9, si terrà il sesto appuntamento di Corpi in scena, voci in dialogo: il teatro transmigrante come spazio di empowerment sociolinguistico femminile.
Il seminario, nato all’interno della cattedra di lingua spagnola, intende rendere visibili alcune esperienze virtuose di donne migranti, in particolare originarie di paesi ispanoamericani e residenti in Europa, che attraverso il teatro hanno migliorato le proprie condizioni di precarietà economica e sociale.
Protagonista di questo appuntamento sarà Mayil Georgi Nieto, attrice, drammaturga e pedagoga teatrale colombiana, attiva tra Colombia e Italia. Con l’intervento intitolato Drammaturgie del narcocapitalismo e plurilinguismo femminile nella scena multilingue italiana, Mayil Georgi Nieto ci propone una riflessione sul teatro come strumento pedagogico e interculturale. Attraverso il lavoro della compagnia El Corral, si esplora il plurilinguismo come pratica artistica e politica per l’inclusione culturale. In questo scenario, lo spettacolo Por una banana diventa un esempio centrale di teatro sociale contemporaneo, affrontando temi come sfruttamento economico, disuguaglianza, identità femminile e globalizzazione. Il teatro viene così concepito come spazio di mediazione tra lingue e culture, capace di favorire comprensione, consapevolezza critica e dialogo interculturale.

Mayil Georgi Nieto è laureata in Arti sceniche presso l’ASAB (Academia Superior de Artes de Bogotá). Allieva di Dario Fo e Franca Rame, ha studiato in Francia presso l’AIDAS (Académie Internationale des Arts du Spectacle) e ha ricevuto una borsa di studio dell’Unione dei Teatri d’Europa e del Piccolo Teatro di Milano. Mayil è cofondatrice del progetto Teatro Utile e membro del Teatro dei Filodrammatici di Milano. Ha partecipato a importanti festival internazionali. Autrice e interprete dello spettacolo Por una banana, premiato al Festival Tissant la Paix di Parigi (2024) e al Cairo International Monodrama Festival (2025), con cui affronta temi come disuguaglianza, sfruttamento e resistenza femminile. L’opera è stata selezionata in numerosi festival internazionali in Europa, Africa e America Latina. Ha ricevuto il Starlight Award a Milano per il contributo alla cultura e ha lavorato anche in televisione e cinema in Colombia e Italia, tra cui la serie Il Clandestino per Rai. Dal 2004 sviluppa progetti di teatro educativo in contesto scolastico e universitario e conduce laboratori sulla restituzione dell’identità per bambini adottati.