Il Mlac, Museo laboratorio di arte contemporanea della Sapienza presenta Alì Assaf. Opere 1973-2011, la prima mostra antologica dedicata all’artista visivo di origini irachene Alì Assaf (Bassora, 1950) curata da Arianna Desideri.
L’inaugurazione si terrà martedì 21 aprile alle ore 17.00 presso gli spazi del Museo, all'interno del Palazzo del Rettorato.
Con questo progetto, il museo universitario celebra un nuovo e importante filone di ricerca, rivolgendo la propria attenzione verso i temi, le soggettività e gli interrogativi specifici degli orizzonti critici postcoloniali.

Arrivato a Roma nel 1973 per studiare all’Accademia di Belle Arti, Alì Assaf è da oltre cinquant'anni una figura di spicco della scena artistica e del network intellettuale della diaspora irachena in Europa. Artista multidisciplinare e militante, pittore, performer, curatore e grafico,  Assaf unisce nella sua poetica la cultura arabo-irachena e i linguaggi dell’arte contemporanea occidentale.
Al centro della sua ricerca c'è l'esperienza autobiografica della migrazione e dell'esilio, esplorata attraverso pittura, fotografia, installazioni e performance per indagare i temi dell'identità e del confronto interculturale.
L'esposizione traccia l'evoluzione artistica e personale di Assaf, dal suo arrivo a Roma (1973) fino alla nomina a Commissario del Padiglione Iraq alla Biennale di Venezia (2011).
Nel 1973, subito dopo il diploma all’Istituto di Belle arti di Baghdad, Assaf giunge a Roma per frequentare l’Accademia di Belle arti, dove si diploma in Pittura nel 1977; mentre nel 2011 è nominato Commissario del Padiglione Iraq alla 54a Biennale d'Arte di Venezia: una parabola che tiene quindi traccia del progressivo riconoscimento nel sistema dell’arte sia italiano sia iracheno.
Entro tali coordinate cronologiche, l’esposizione raccoglie una selezione di opere rappresentative della sua produzione.

Il percorso di visita inizia con un nucleo di pitture, incisioni e disegni degli anni Settanta, per proseguire con la svolta concettuale degli anni Ottanta sul tema del militarismo, in risposta all’ascesa di Saddam Hussein in Iraq (1979). Ampio spazio è dedicato al decennio Novanta, segnato dalle conseguenze socio-politiche della Guerra del Golfo (1990-1991), in cui si possono ritrovare due linee di ricerca principali. da una parte  A conclusione del percorso, la produzione degli anni Doppiozero si concentra sul fantasma del terrorismo dopo l’invasione anglostatunitense dell’Iraq (2003) e sulle storie di migrazione.
La mostra antologica ripercorre la lunga carriera di Assaf, che da Roma ha rivendicato prospettive diasporiche e pratiche transculturali in netto anticipo sulle recenti tendenze globali e postcoloniali dell’arte contemporanea.
Il progetto, coerente con diverse linee di ricerca perseguite dai docenti dell’ateneo romano, si è avvalso della collaborazione del Comitato scientifico composto da Ada Barbaro, Marta D’Andrea, Michelina Di Cesare, Francesca Gallo, docenti della Sapienza.