Il 16 e 17 ottobre si svolgerà l'incontro dal titolo Turismo esperienziale, turismo sostenibile: per una rete mediterranea di territori, comunità, imprese, ricerca organizzato dal Dipartimento di Studi europei, americani e interculturali e dalla Federazione italiana impresa agricola familiare.

La prima giornata dell'evento si terrà dalle ore 10.00 presso la sede di Confagricoltura, nella Sala Serpieri di Palazzo Sant’Andrea della Valle, in Corso Vittorio Emanuele II 101. La seconda giornata, invece, si svolgerà nell'Aula magna dell'edificio Marco Polo, in viale dello Scalo San Lorenzo, 82, a partire dalle ore 11.00. 

Le due sessioni  saranno animate da ospiti internazionali: docenti delle università dell'area del Mediterraneo, rappresentanti di enti turistici e governativi. I lavori della prima giornata saranno introdotti da Camilla Miglio, direttrice del Dipartimenti di Studi europei, americani e interculturali, e da Carlo Lasagna, presidente FIIAF Confagricoltura. Ad inaugurare la seconda giornata, invece, sarà la rettrice Antonella Polimeni e a seguire, una tavola rotonda a cui parteciperà anche il Ministro per gli Affari europei, le politiche di coesione e il Piano nazionale di ripresa e resilienza Raffaele Fitto e il presidente di Confagricoltura Massimiliano Giansanti.

Non esiste ancora una definizione condivisa di ‘turismo esperienziale’ nonostante il vasto dibattito che si è venuto a creare intorno a questa tematica negli ultimi anni. Gli organizzatori intendono, quindi, riempire questo vuoto - mediante interventi qualificati e casi studio appartenenti a diversi contesti europei - e arrivare alla costituzione di una rete euro mediterranea sul turismo esperienziale e sostenibile, così da promuovere il dialogo tra tutti gli stakeholders multilivello: università, impresa, classe dirigente, comunità locale, decisori nazionali e comunitari.
Dopo lo shock della pandemia e alla luce delle nuove esigenze imposte dalla crisi energetica e da quella climatica, non è più sufficiente identificare come ‘turismo esperienziale’ gli strumenti e le buone pratiche che si discostano dal turismo di massa, standardizzato e “invasivo”. Al contrario, serve una definizione condivisa e l’indicazione di precise strategie per un turismo sostenibile, capace cioè di far dialogare le esigenze di comunità, territori, imprese e ricerca.