La nona edizione di Classica al tramonto, la rassegna estiva della Iuc-Istituzione universitaria dei concerti, prosegue martedì 14 luglio alle ore 21.00 con il tradizionale Galà Avos, serata che conferma la collaborazione con la prestigiosa scuola di musica e perfezionamento Avos Project – Scuola Internazionale di musica ospitando alcuni dei più talentuosi studenti della scuola romana. Il palco ospita un doppio concerto che vede come protagonisti il duo formato da Francesco Pavan al violino e Mattia Casu al pianoforte con un programma dedicato a Josef Suk e Leoš Janáček. Nella seconda parte della serata il duo Pavan-Casu si trasforma in quartetto con la presenza di Lorenzo Lombardo alla viola e di Leonardo Bruschetta al violoncello proponendo il Quartetto per pianoforte n. 2 in mi bemolle maggiore, op. 87 di Dvořák.

Il concerto proposto esplora il volto più intimo della musica ceca, unendo tre compositori che, pur appartenendo a generazioni diverse, hanno condiviso la capacità di trasformare il dolore personale e l'inquietudine storica in linguaggi sonori rivoluzionari, capaci di parlare direttamente alla sensibilità del nostro tempo.

La Love song (Píseň lásky), Op. 7 n. 1 di Josef Suk rappresenta uno dei vertici del lirismo giovanile del compositore. Composta originariamente per pianoforte nel 1891, l'opera incarna un’estetica tardo-romantica di chiara derivazione dvořákiana, rivelando una profondità emotiva legata alla dedica per Otilie Dvořák, futura sposa dell'autore. La narrazione musicale procede attraverso un dialogo espressivo costante, dove la ricchezza armonica sostiene una melodia appassionata, capace di spaziare tra momenti di grande slancio e ripiegamenti più malinconici e delicati, offrendo una sintesi ideale tra il calore della tradizione boema e una sensibilità poetica già proiettata verso le complessità del nuovo secolo.

La Sonata per violino e pianoforte, JW VII/7 di Leoš Janáček appartiene alla produzione tarda del compositore e incarna la sua tipica sintesi tra scrittura cameristica e linguaggio ispirato alla prosodia del parlato, riflettendo l'ansia e le tensioni politiche del periodo. L’opera si caratterizza per una struttura non rigidamente sonatistica, in cui frammenti motivici brevi e fortemente connotati vengono organizzati secondo una logica di tipo episodico e non lineare. Il rapporto tra violino e pianoforte è impostato in termini di forte tensione dialettica, con una scrittura che privilegia l’impatto espressivo e la densità timbrica rispetto alla continuità formale tradizionale.

Il Quartetto op. 87 di Dvořák composto nel pieno della maturità, è un'esplosione di invenzione melodica e vigore ritmico. Se il primo movimento è dominato da un tema energico all'unisono, il Lento successivo è una delle pagine più profonde di Dvořák, con un violoncello che intona un canto di rara bellezza. Il terzo movimento ci riporta alle atmosfere popolari dei Ländler e della musica slava, portando il pubblico verso un finale trascinante e virtuosistico.

Per info e biglietti da 8 a 15 euro più prevendita, consultare il link indicato.