Martedì 14 aprile alle ore 10.00, presso l'Aula seminari di Villa Mirafiori, si terrà  una giornata di studi intitolata Sarah Kofman: una decostruzione tra rigore e vertigine.

Figura singolare e ineludibile nel panorama filosofico francese della seconda metà del XX secolo, la voce di Sarah Kofman risuona oggi con particolare intensità. Situata all’incrocio tra decostruzione, psicoanalisi, studi nietzschiani e Gender studies, la sua opera sfugge a ogni confinamento entro le tradizionali categorie disciplinari. In un momento in cui le questioni relative all’autorità del testo, al posto del soggetto e all’incarnazione del pensiero si impongono con un’urgenza senza precedenti, appare vitale tornare sull’eredità kofmaniana. Questa giornata di studi si propone di esplorare la specificità del suo approccio, collocato precisamente sulla soglia tra un rigore concettuale intransigente e un rischio esistenziale radicale.

L'incontro rende omaggio al modo singolare con cui Kofman si confronta con la storia della filosofia e con la filosofia stessa. Per Kofman, la lettura dei testi filosofici non è mai neutrale; è un confronto reale e personale, quasi una sfida. La vertigine evocata nel titolo non segnala una mancanza di padronanza, ma piuttosto il sintomo di un pensiero disposto a vacillare per mettere più efficacemente in luce le fratture all’interno dei sistemi metafisici dominanti.

Attraverso tre distinti interventi di tre filosofe, si cercherà di illuminare questo movimento destabilizzante – precisamente vertiginoso – che definisce la sua scrittura e conferisce alla decostruzione una risonanza singolare. Leggere Kofman significa ascoltare come la filosofia, attraverso la sua penna, cessa di essere un sistema di concetti per divenire invece una traiettoria di decostruzione, capace di mettere in discussione i confini consueti tra testo e commento, autore e opera, e soprattutto quei confini che tutelano l’autorità di una modalità dominante, padroneggiante – e fallocentrica – di pensiero.