Martedì 12 maggio alle ore 17.30, presso la Biblioteca Vaccheria Nardi in Via di Grotta di Gregna 37, si terrà l'appuntamento dal titolo Vedere quel che nessuno vede, come Tiresia: l'eredità di Abdullah al-Baradouni nella poesia civile yemenita.
Sintesi perfetta della lucidità e dell'integrità di un popolo, prima che sprofondasse nelle tentazioni dell'oscurantismo, Abdullah al-Baradouni, rimasto cieco da bambino e in seguito imprigionato più volte per i suoi scritti politicamente impegnati, è considerato il più grande poeta yemenita moderno. Insegnante di letteratura araba e storia politica, scontò più volte la prigionia negli anni Cinquanta, Sessanta e Settanta per poesie che criticavano i governanti di quel periodo, inclusi i leader religiosi e i rivoluzionari militari che li rovesciarono nel 1962. Convinto sostenitore della democrazia e dei diritti delle donne, pubblicò dodici raccolte di poesie e altre sei su politica, letteratura e folklore. Oggi più che mai, a distanza di 27 anni dalla sua morte, la sua passione civile e la perfezione del suo dettato, appaiono un faro in un mondo in cui le voci libere e coraggiose vengono silenziate, esiliate, uccise. Ne parleranno Laura Silvia Battaglia al-Jalal (reporter italo-yemenita, conduttrice Radio Tre Mondo, RAI Radio3), Aladin al-Baradouni (pittore yemenita) e Domenico D'Addabbo (poeta italiano).
L'incontro fa parte del ciclo Mondi invisibili: identità, memoria e conflitti dimenticati della regione araba, progetto di Terza missione Pace e conflitto nel Terzo millennio. Viaggio ai confini d'Europa (responsabile Alessandro Saggioro). Comitato organizzativo: Fernanda Fischione (Saras), Bernadette Fraioli (Saras), Arturo Monaco (Saras). La frequenza dei seminari può far acquisire Cfu per AAFF.

