Mercoledì 8 febbraio si è tenuta la terza edizione del Progetto Culturale Sapienza/Caffè letterario, con un incontro dedicato alla presentazione del volume Città e memoria come strumenti del progetto di Alberto Ferlenga, rettore dell’Università Iuav di Venezia. Partendo dalla costatazione che tra architettura e città si sia progressivamente maturato un distacco, il testo fornisce un contributo sul loro rapporto, nella convinzione che architettura e città siano indissolubilmente legate e che, ancora oggi, in modo rinnovato, possano svilupparsi teorie specifiche, in grado di sottrarre il lavoro degli architetti dal dominio del gusto o del puro arbitrio. Occorre proporre una nuova idea di qualità condivisibile e verificabile nei suoi effetti: se l’architettura vive oggi un momento difficile, obiettivo non secondario è ricostruirne la necessità rispetto a quel paesaggio urbano che, oggi come ieri, costituisce il suo sfondo più importante. L’incontro è stato introdotto dai saluti del rettore Eugenio Gaudio e della preside della Facoltà di Architettura Anna Maria Giovenale. Hanno partecipato all’incontro Antonella Greco, docente di Storia dell’architettura dell’Università Sapienza e Lilli Garrone, giornalista del Corriere della Sera.