L'eugenetica è stato un movimento globale. Dottrina autoproclamata che diventa norma di legge nel regime nazista, ma che non rappresenta un caso isolato all'anomalia tedesca. We are not alone si legge sul manifesto diffuso nella metà degli anni trenta con il quale il regime chiedeva sostegno internazionale per portare avanti le politiche sanitarie e riproduttive volte a depurare la società e purificare la razza. 
Approfondire e analizzare l'impatto e le conseguenze culturali che questo movimento ha avuto nel corso della storia risulta ancora oggi lo strumento principale per illuminare quel passato minaccioso nel percorso di ricerca verso una società equa e giusta.

We are not alone. Legacies of eugenics, riecheggia nel titolo della mostra, che verrà inaugurata il prossimo mercoledì 5 ottobre con un incontro dal titolo Radici e ombre nella storia dell'eugenetica, presso il Museo di Storia della medicina. Un'occasione per conoscere e riflettere su un tema che ancora risuona nei dibattiti moderni: dalle tecnologie genetiche alla bioetica, dalle biopolitiche alla percezione delle diverse disabilità.

Ideata e realizzata da Marius Turda, docente della Oxford Brookes University, la mostra allestita presso il Museo di Storia della medicina resterà aperta a studenti, scuole e pubblico interessato fino a Natale.