Da giovedì 2 a martedì 7 luglio, presso lo spazio antistante il teatro, il Nuovo Cinema Ateneo, invita il pubblico a esplorare il rapporto tra cinema, territori e forme della convivenza contemporanea. Attraverso autori, linguaggi e geografie differenti, la rassegna Geocinema. Visioni sostenibili dalla terra propone un percorso che interroga il concetto di sostenibilità nella sua accezione più ampia: tutela dell’ambiente, ma anche equilibrio tra culture, generazioni, memorie, diritti civili e modelli di sviluppo sociale. I film selezionati raccontano comunità che cambiano, identità in movimento, tradizioni che resistono, immaginari che si trasformano. Dalla Roma multiculturale di Bangla alla condizione femminile nell’Iran di Persepolis, dalle mitologie western rilette da Testa o croce? alle tensioni della società americana evocate da Sinners, sino ad arrivare all’in-sostenibilità delle immagini in Tardes de soledad e Un film fatto per bene. Ogni film getta uno sguardo complesso sulle sfide che attraversano la contemporaneità. Il cinema diventa così uno strumento di conoscenza e confronto, capace di mettere in relazione esperienze lontane e domande condivise. Uno spazio aperto alla riflessione critica sul presente.
Tutte le proiezioni saranno accompagnate dalla presenza di registi, critici, artisti e protagonisti del mondo della cultura, in un dialogo aperto tra immaginari, pubblici e territori.
Giovedì 2 luglio ore 21.00, Bangla (Italia, 2019, Phaim Bhuiyan, 84')
Phaim è un giovane italiano di origine bengalese che vive a Torpignattara con la sua famiglia. Musulmano praticante, cerca di conciliare le aspettative della comunità d’origine con la vita quotidiana di un ragazzo romano. L’incontro con Asia, libera e anticonformista, mette in discussione equilibri, desideri e convinzioni, trasformando una storia d'amore in un percorso di scoperta identitaria.
Con ironia e leggerezza, Bhuiyan racconta il conflitto tra appartenenza e autodeterminazione evitando stereotipi e semplificazioni. Il racconto autobiografico diventa osservatorio privilegiato su una generazione sospesa tra culture diverse, mentre Roma emerge come spazio di incontro e contaminazione. In questa prospettiva, la sostenibilità assume una dimensione sociale e relazionale: la capacità di costruire comunità inclusive, in cui differenze culturali e identità plurali possano convivere senza rinunciare alla propria complessità.
Introduce il film: Phaim Bhuiyan (regista e sceneggiatore)
Venerdì 3 luglio ore 21.00, I peccatori (Sinners, USA, 2025, Ryan Coogler, 138')
Nel profondo Sud degli Stati Uniti degli anni Trenta, due fratelli gemelli tornano nella città natale con il progetto di aprire un locale destinato alla comunità afroamericana. Quello che sembra l'inizio di una rinascita si trasforma presto in una discesa nell'oscurità, dove traumi storici, violenza razziale e presenze soprannaturali si intrecciano fino a rendere indistinguibile il confine tra realtà e leggenda.
Film che ha ottenuto il maggior numero di candidature nella storia degli Oscar, Sinners conferma Ryan Coogler tra le voci più influenti del cinema americano contemporaneo. Attraverso il linguaggio dell'horror e del racconto fantastico, il regista affronta le eredità della segregazione e le ferite ancora aperte della storia statunitense. La sostenibilità diventa qui una questione di giustizia storica: la possibilità per una comunità di costruire il proprio futuro non rimuovendo la memoria ne ha segnato il passato. Un film spettacolare e insieme profondamente politico.
Introduce il film: Nicola Gaeta (autore del libro Black beauty. Storie di musica nera (LOW, 2026))
Sabato 4 luglio ore 21.00, Un film fatto per bene (Italia, 2025, Franco Maresco, 114')
Tra materiali d'archivio su un film mai concluso, testimonianze e derive imprevedibili, Franco Maresco torna a interrogare la realtà italiana attraverso una riflessione sul cinema, sui suoi fantasmi e sulle sue potenzialità espressive. Il racconto procede per frammenti e impensate digressioni, componendo un mosaico in cui documentario e reinvenzione finzionale si rincorrono continuamente.
Maresco conferma la propria posizione unica nel panorama italiano, costruendo un'opera che sfugge a ogni classificazione. Dietro l'ironia corrosiva e il gusto per il paradosso emerge una riflessione sulla fragilità della memoria pubblica e sul progressivo impoverimento del dibattito culturale. In questo senso il film interroga anche la “sostenibilità” delle immagini cinematografiche nel XXI secolo dal punto di vista produttivo, narrativo e filosofico.
Introduce il film (in video): Franco Maresco (regista e sceneggiatore).
Prima del film sarà proiettato il cortometraggio Next Morning (2024, Diego Drago, Fabio Lipari, Maria Torluccio, 38’) alla presenza degli autori.
Domenica 5 luglio, ore 21.00, Persepolis (Francia, 2007, Marjane Satrapi e Vincent Paronnaud, 96')
Marjane cresce nell'Iran attraversato dalla rivoluzione islamica e dalla guerra con l'Iraq. Attraverso gli anni dell'infanzia, dell'esilio in Europa e del ritorno nel proprio paese, il film segue il suo percorso di formazione tra ribellione, perdita e ricerca della libertà.
A poche settimane dalla scomparsa di Marjane Satrapi, questa proiezione vuole essere anche un omaggio a una delle figure più importanti della cultura contemporanea. Tratto dalla sua celebre graphic novel autobiografica, Persepolis trasforma la memoria individuale in racconto universale. Attraverso il tema dell'esilio e della ricerca di sé, il film riflette sulla sostenibilità delle identità culturali e sulla possibilità di preservare il legame con le proprie radici senza rinunciare alla libertà personale. Un classico contemporaneo che continua a parlare alle nuove generazioni con straordinaria forza e attualità.
Introduce il film: Rita Petruccioli (illustratrice e fumettista)
Ingresso libero e gratuito

